Null

in Notizie

Dentro Milaus. Interviste dalla redazione. Due parole con Alessandro Fazzini

Iniziamo il giro di confessioni all’interno di Milaus Magazine. Ogni lunedì intervisteremo un membro interno dello staff. Le domande sono state preparate dalla redazione interna ed esterna di Milaus in collaborazione con alcuni inserzionisti e partner.

Gli articoli sono a firma della redazione. L’intervistato non è stato messo al corrente delle domande in anticipo.  (fidatevi) Iniziamo dal fondatore, Alessandro Fazzini; 35enne milanese, molto appassionato della sua città.

Partiamo con la domanda di rito. Perchè Milaus Magazine? Intendiamo il nome.

Non saprei. Suona bene. Onestamente stavo guardando una puntata dei Simpson quando mi è venuto in mente. Milaus, che poi si scrive con l’acca [ndr: milhouse], è uno dei miei personaggi preferiti dei Simpson. Impacciato. Uno che ci fa. Molto perfido a volte. Non ho dato un grande peso al nome comunque. Ho preso tutto quello che sapevo di marketing e comunicazione e ho fatto l’opposto. A iniziare dal Logo. A parer mio molto brutto. L’importante è che funzioni. Il nome, il marchio, il logo, sono strumenti di lavoro. Che siano belli o brutti poco conta. Per ora sembra funzionare.

In Milaus Magazine c’è molta fotografia, ma non si parla quasi mai di fotografia. Come funziona la cosa?

Iniziamo col dire che nasco fotografo, anzi, rinasco fotografo. Ho iniziato a lavorare a 16 anni, un paio d’anni in un’agenzia del sindacato di polizia, poi nel settore bancario e infine in quello delle telecomunicazioni per circa 9 anni. Ho mollato tutto appena svoltato i 30 anni. Avevo capito che camicia bianca e scrivania all’interno di un palazzo di vetro… non facevano per me. Mi sono licenziato dal posto fisso dopo circa 12 anni. Mi ero avvicinato alla fotografia da poco, prevalentemente quella di reportage, e ho iniziato a collaborare con giornali, blog, riviste. Nel frattempo ho affiancato la scrittura, prima in ambito pubblicitario, successivamente in ambito giornalistico. Negli anni ho curato parecchie campagne pubblicitarie, anche come account, poi alcuni spot come sceneggiatore o copywriter. Non ho mai frequentato un corso di fotografia, ho avuto la fortuna di condividere una spazio in coworking per qualche anno con un grande maestro della fotografia italiana, che mi ha insegnato tutto quello che so. O almeno quel tanto che basta per poterci lavorare bene.

Ma in Milaus Magazine come funzionano le foto? Intendiamoci… che rapporto c’è tra notizie e quello che chiami “fotoarticolo”?

Ho sempre visto la fotografia come un linguaggio. Come per il linguaggio di penna, puoi scrivere un elenco della spesa oppure la divina commedia. Le parole sono le stesse, le regole pure. Con la fotografia ci puoi fare i selfie, ci puoi prendere appunti, puoi fare arte, giornalismo o pubblicità. E’ solo un linguaggio. Ma molto potente.

E oggi? Si dice che “tutti sono fotografi”. Come gestisci la questione da fotoreporter?

Magari fossero tutti fotografi. Non aspetto altro. L’analfabetismo in fotografia è altissimo. Ma confido negli smartphone, un po’ come la televisione ha abbassato il tasso di analfabetismo negli anni 50 in Italia. Tutti dovrebbero fotografare di più e meglio. Intendo che se tutti conoscessero lo stesso linguaggio “ci si parlerebbe meglio“, ci si capirebbe di più. Quando scrivo un pezzo su Milaus uso all’80% la fotografia e al 20% il testo. Per me è solo più comodo, più immediato. Per altri funziona in modo diverso. C’è chi usa la parola, il video, oppure l’audio attraverso il mezzo radiofonico. Io mi esprimo con le foto, o quando scrivo degli spot come sceneggiatore, comunque penso e ragiono per immagini, non scrivo certamente romanzi. Il discorso va oltre quello di “fare una bella foto”, cosa che può capitare a chiunque. Credo che la narrazione richieda uno sforzo differente, non necessariamente super-progettuale, ma certamente più completo della foto singola, che poi è quella che rende oggi tutti fotografi. Il punto di vista poi, è per me la cosa più importante, e cerco di farlo trasparire dalle mie foto. Tanti colleghi mi criticano perchè ho un approccio al fotogiornalismo da “street”, da “attimo decisivo”, uno cosa trita e ritrita e poco attuale. Accetto certamente la critica, perchè in fondo è vero. Io uso solo la fotografia come linguaggio, parlo come mangio, e l’attimo decisivo ha per me ancora qualcosa da dire, anche nel fotogiornalismo.

Guardanto le tue foto traspare qualcosa di artistico. Sappiamo che te lo hanno già detto…

Premetto che non sono un artista, e non ci tengo ad esserlo. Come detto è solo il mio modo di parlare, di usare questo linguaggio. Forse se avessi fatto un corso di fotogiornalismo sarei più simile agli altri. L’arte comunque non centra minimamente. Un barista fa i cocktail.  Io sono un fotografo e faccio foto. Punto.

Tra conferenze stampa, foto all’aperto, anche sotto la pioggia, eventi serali… che strumentazione usi?

Non sono un grande esperto di strumentazione fotografica. Conosco quel minimo che serve per svolgere il lavoro. Da qualche anno lavoro con due corpi macchina; una reflex nikon per il tele 70-200 f2.8 e una mirrorless sony full-frame per i grandangoli e le focali normali. Spesso uso una compatta quando è meglio non dare troppo nell’occhio. Non voglio fare lo sbruffone dicendo che la strumentazione non è importante. La strumentazione è importante in alcuni contesti, spesso nelle ore serali o in condizioni di luce difficile, almeno per quanto riguarda il mio lavoro.

E la post produzione? la questione fotoritocco?

Nel mio lavoro, almeno in quello per Milaus, non c’è il tempo per farla. Il 99% delle foto sono JPG generati direttamente dalle fotocamere. Poi sono molto pigro e  ammetto che la postproduzione se posso… la evito.

Che rapporto c’è con altri giornali o blog?

Da fotoreporter mi capita ogni tanto di lavorare con agenzie o aziende di microstock. Spesso ho delle mie foto su altre testate, anche nazionali. Ma ultimamente sempre meno. Preferisco affiancare alla mia attività,  il lavoro di promozione per aziende. Non solo di fotografia Corporate ma anche di consulenza di immagine e pubblicità. Se devo dedicare del tempo fuori da Milaus, preferisco rapportarmi con aziende e non con giornali. In questo momento sto curando il marchio di una società di beverage lombarda. Sto seguendo un po’ tutto, dal naming all’immagine. Dal concept grafico ai progetti di promozione.

Un po’ come Oliviero Toscani con….

Esatto. Come Oliviero Toscani ha fatto per Benetton. Ma non tiriamocela, il paragone fa ridere. Ad ogni modo, un fotografo può anche fare direzione creativa, non ci vedo nulla di male. L’importante è limitarsi a fare quello che si conosce bene e sapersi rapportare con altri professionisti più bravi di te.

Quindi in Redazione… come sono i professionisti?

Certamente tutti più bravi di me, dal primo all’ultimo. Sarei un idiota se avessi collaboratori meno bravi di me. no? Che senso avrebbe circondarsi di gente meno capace, farei da solo altrimenti! [risate]

A proposito di redazione, Come gestisci la linea editoriale di Milaus Magazine? anche in virtù dei discorsi fatti sulla fotografia.

Per differenza. O meglio, per sintesi sottrattiva. Raccontiamo Milano ogni giorno, prevalentemente tramite la fotografia, ma non solo. Come linea editoriale abbiamo scelto di non occuparci di cronaca nera, sport e gossip, praticamente i tre argomenti che funzionano di più oggi. I lettori ci apprezzano proprio per questo. Lo sport meriterebbe uno spazio, ma nella città di milan e inter, il calcio finirebbe per dominare la categoria, e di testate online molto più capaci di noi sull’argomento ce ne sono già parecchie. Aggiungo inoltre che il calcio non mi interessa minimamente, quindi non spingo in redazione più di tanto.

La redazione. Quanti siete oggi? (domanda retorica)

Incluso me, siamo 4 interni e 2 blogger esterni. Ci tengo a sottolineare che tutti sono pagati regolarmente. Non mi piace l’approccio del “citizen journalism” che ultimante sta prendendo piede. Scrivere gratis in cambio di visibilità è una truffa e lo trovo poco etico.

Come vanno gli affari? Come si mantiene Milaus?

Ad oggi con la sola raccolta pubblicitaria. Il sistema basta per pagare regolarmente la redazione a cottimo e il tempo che ognuno dedica al progetto. A breve partiranno invece i servizi con alcuni partner sul territorio. Non amo parlare di numeri, ma a fronte di alcune migliaia di utenti unici giornalieri, il dato che mi interessa è il visitatore che torna a leggerci, un dato ad oggi molto significativo, almeno alla chiusura di marzo.

Pochi ma buoni dunque?

Si, ma neppure tanto pochi. Siamo stati contattati già da diverse agenzie e mediatori per l’affitto degli spazi. Poi internamente abbiamo una figura che part-time si dedica alla parte commerciale dei clienti diretti.

Evoluzione e prossimi passi? in Milaus Magazine mancano le categorie delle notizie. Le inserirai?

Per ora no. Vorrei che la suddivisione in categorie del giornale fosse una conseguenza naturale degli argomenti trattati. Forse l’anno prossimo avremo uno storico abbastanza significativo per riflettere su di una diversa organizzazione dei contenuti. Come prossimi passi sicuramente l’attivazione del programma partner su Milano per professionisti e startup è in cima alla lista.  I dati sembrano dire che ci sia spazio, e che sia un complemento valido alla raccolta pubblicitaria locale.  Questo aiuterebbe ad ampliare la redazione e la qualità dei contenuti.

Ultima domanda; ma tra tanti giornali, magazine e blog su Milano… chi te lo ha fatto fare? C’era bisogno di un altro magazine?

No, non se ne sentiva il bisogno. Milano poteva andare avanti tranquillamente anche senza Milaus Magazine. Come potrebbe andare avanti anche senza il corriere della sera, wired,  repubblica o altre mille testate. Abbiamo introdotto un concetto di narrazione tramite la fotografia. Abbiamo introdotto articoli dai testi brevi,  senza inseguire come dei pazzi le logiche del SEO o altre amenità non-umane.  Siamo partiti dal presupposto che la pigrizia dei lettori davanti ad articoli troppo lunghi, non fosse colpa o ignoranza del lettore. Stiamo provando ad introdurre la fotografia accompagnata da testi brevi proprio per intercettare quella fascia di persone.

Viva i pigri dunque?

no, viva i pigri che faticano a leggere le parole, ma forse possono informarsi con il linguaggio delle immagini e della fotografia. E siccome siamo gli unici ad aver intrapreso questa strada…. si, forse di Milaus c’era bisogno.

LEGGI ANCHE

Musei chiusi il lunedì, ma l’abbonamento è da 365 giorni. Noi di Milaus guardiamo tutto, anche l'ovvio. Una cosa è certa, la comunicazione attraverso il materiale informativo messo a disposizione da Comune di...
Corrono per 60 episodi dietro ad un camion. L’arrivo della Maratona del Trono di Spade. Sono arrivati sani e savi. Hanno corso da Roma a Milano dietro ad camion con un maxi-schermo sintonizzato sul canale dedicato "Sky Atantic Il Trono di...
Nong Ak. La musica Coreana che ti “manda in botta” arriva a Milano Sono 6 studenti universitari coreani e hanno una missione: far conoscere la musica tradizionale Coreana delle campagne contadine (il "Nong ak"), attra...
Domenica al Castello. La coda per le foto al Trono di Spade. VIDEO Ricca di eventi la Domenica al Castello Sforzesco. In attesa della maratona delle 19:00 e della proiezione notturna del primo episodio della settima s...
Successo di pubblico per il Trono di Spade al Castello Sforzesco. Il video. Il richiamo del castello d'inverno (o del fresco) si è fatto sentire. Successo di pubblico per la prima della due serate al Castello Sforzesco de "Il ...
Dalla Darsena parte la rivolta dei corrieri Deliveroo. Il Video. I biker di Deliveroo guidano la protesta dei lavoratori del delivery food. Oggi alle 19:30 è partita la pedalata di protesta per le vie della città. I...
Trono di Spade “GOT” Castello Sforzesco. E ghiaccia anche la fontana. Ormai siamo agli sgoccioli. L’Estate Sforzesca, sabato 15 luglio e domenica 16 regalerà a fan e curiosi il Darkness Party, ossia la “tradizionale” fes...
Sciopero dei rider Deliveroo. Avete voluto la bicicletta? Formalmente non è uno sciopero, perché lo sciopero è riservato ai lavoratori. Loro, i rider di Deliveroo, non hanno un lavoro vero, hanno un "lavorett...
Reggae Night. All’Area Expo iniziano i concerti estivi Stasera (14 luglio), inaugurazione ufficiale del nuovo spazio concerti ed eventi in expo, con la Reggae Night Bravo! Nella zona occupata due anni fa d...
Milano come Roma. Slitta ancora la Metro 4. Altri ritrovamenti archeologici. Si chiamavano Terme Erculee, le più importanti terme della città di Milano; erette nel III secolo dall'imperatore Massimiliano Erculio, vennero distru...