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Fatti i CRAXI tuoi. La polemica del lunedì

Il fatto che hanno lo stesso nome, può trarre in inganno. Ma Beppe Sala e Beppe Grillo fanno decisamente due lavori differenti. L’inutile polemica riportata dai giornaloni nazionali, quella sul dedicare una via a Milano a Bettino Craxi, puzza più di trappola per la giunta meneghina che altro. Un tiro facile per il blog di Grillo: tirare in ballo addirittura il corpo ancora caldo di Dario Fo, come controproposta per buttare benzina sul fuoco. Controproposta di cosa poi? Da nessuna parte, in nessun momento, in nessun luogo è stato detto da Beppe Sala di voler intitolare una via o una piazza a Bettino Craxi. Ma questo è il messaggio che passa. Beppe Sala ha unicamente dichiarato che forse i tempi sono maturi per aprire un dibattito sull’argomento. E ha ragione, e coraggio nell’affermare questo. Le vie e le piazze si dedicano a uomini e donne significativamente importanti per la storia del paese o delle città, non necessariamente a uomini buoni o di spiccata virtù. I nomi delle vie ci aiutano a non dimenticare, a tenere vive le riflessioni e le domande.

Vittorio Emanuele III è stato un pessimo re d’Italia, e nel periodo fascista le sue azioni sono state una vergogna per l’intero paese. Ma il nome della sua famiglia, quello del padre, è molto presente a Milano. Luigi Cadorna, altro esempio, è stato un personaggio ignobile, forse ancora più vergognoso. Già il fatto che una persona diventa importante per una disfatta, quella di Caporetto, dovrebbe farci riflettere. Ma andando ancora più a fondo, in una analisi di qualche anno fa dello storico Paolo Gaspari, emergono fatti ancora più eclatanti su Luigi Cadorna. Gaspari scrive della ritirata di Caporetto in una ricerca, e svela le bugie di Luigi Cadorna, che in un rapporto ufficiale scaricò la responsabilità di alcune sconfitte militari sui soldati «vilmente ritiratisi senza combattere o ignominiosamente arresisi al nemico». La colpa fu invece dei comandanti, di Cadorna in primis; un comandante deve prendersi oneri e onori.

Proponiamo quindi di cambiare nome alla Galleria e al corso Vittorio Emanuele per non avere più memoria della gesta di quella discutibile famiglia. Proponiamo inoltre di cambiare nome a Piazzale Cadorna, in quanto riferita a personaggio bugiardo e ormai storicamente e ufficialmente compromesso. Se invece riteniamo che la storia sia storia, e non la debba scrivere il vincente, il perdente, il buono o il cattivo di turno, allora forse possiamo permetterci di aprire un dibattito anche su una via per Bettino Craxi. Senza grilli per la testa, magari non si farà mai. Magari è sbagliato. Il sindaco ha chiesto di pensarci, lo ha chiesto a tutti. Qui a Milano è così che funziona, si partecipa, si discute, si propone. Il dibattito è aperto a tutti, e se il sindaco invita ad una riflessione, i cittadini e le associazioni si mobilitano. Forse da altre parti funziona in modo diverso, ma a noi non interessa. Figuriamoci che a Milano non esiste neanche Via Roma.

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