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La risposta della “microassessora” Cocco non convince del tutto.

Chiuso definitivamente l’affare dei redditi pubblicati, si apre un nuovo filone a Palazzo Marino, quello sull’ipotesi di conflitto di interesse della “microassessora” con delega al digitale.

Mi si nota di più se dico che non pubblico i redditi e poi li pubblico, o se li pubblico sbagliati e poi li correggo? La frittata ormai è fatta, e ora diventa facile “far peccato” pensando male. Li avesse pubblicati dal primo momento, forse sarebbe passato tutto in sordina, come spesso avviene.

Pare che nessuno abbia più nulla da nascondere, quindi senza alcuna faziosità, le domande diventano lecite e legittime. Ne sanno qualcosa quelli del M5S di Palazzo Marino, che stanno chiedendo l’accesso a tutti i rapporti ufficiali avvenuti nell’ultimo anno tra Microsoft e Comune di Milano. Ricordiamoci che la “microassessora” Cocco è al momento in aspettativa da Microsoft, e la quota di partecipazione nella società non è poi così trascurabile come i primi numeri avevano lasciato intendere (circa 3,6 milioni di euro di partecipazione). Ricordiamoci anche che Roberta Cocco ha una delega al digitale, e qualche dubbio sul conflitto potrebbe essere lecito; soprattutto quando sei superdirigente e azionista milionaria della seconda più grande società “di digitale” del pianeta.

La nostra risposta non si fa comunque attendere, e in un comunicato stampa Roberta Cocco tocca svariati punti per tentare di troncare sul nascere le polemiche che ruotano intorno al conflitto di interesse.

Nel comunicato leggiamo le prime parole della microassessora: “Ieri ho pubblicato i redditi 2015 e la situazione patrimoniale al momento dell’assunzione dell’incarico di assessore, in ottemperanza alla legge. Ho anche commesso un errore nel trasferimento dei dati, che ho immediatamente corretto nella medesima giornata” Di seguito, la Cocco va dritta al punto sull’ipotesi di conflitto: “Desidero però condividere una riflessione sui temi sollevati. L’amministrazione comunale affida i suoi incarichi attraverso il lavoro degli uffici ed in applicazione delle norme vigenti, utilizzando lo strumento della gara quando previsto. L’autorità politica fa un altro mestiere, che è quello della programmazione dell’attività amministrativa e dell’individuazione degli obiettivi. Questa differenza di ruoli deve essere compresa da tutti, altrimenti ogni persona con una storia professionale finisce per essere incompatibile con incarichi di governo della città”

Poi una serie di dichiarazioni sulla missione che è stata invitata a compiere da Sala per il bene di tutti noi. In effetti passare per cinque anni dallo stipendio Microsoft a quello di Assessore Comunale deve essere proprio una missione disinteressata. A rafforzare il tutto, ci pensa poi il Corriere della Sera, di cui riportiamo l’incipit di un articolo:

“Il conflitto di interessi? Non esiste, perché i ruoli di indirizzo sono del tutto separati da quelli tecnici degli uffici. Soprattutto, insistere su questo aspetto priverebbe la città delle competenze maturate nelle professioni.”

Attenzione perché quando si iniziano ad utilizzare termini come “ruoli di indirizzo” e “ruoli tecnici”, la fregatura è sempre in agguato.

Ad ogni modo l’inizio di settimana non fa ben sperare sulla chiusura della vicenda in tempi brevi. La dirigente Microsoft dovrà operare presto una scelta importante; dimettersi come chiede M5S, mettere a tacere le polemiche in qualche modo, o ignorare le polemiche e andare avanti fino alla loro naturale estinzione.

Una cosa è certa, un superdirigente di una multinazionale verrebbe licenziato in tronco se dovesse confondere in un documento ufficiale un importo di 36.000 euro con uno di 3.6 milioni. (questo è quanto ammonta la discordanza tra la prima dichiarazione errata e la rettifica).

Quindi i casi sono due, o qui c’è qualcuno che è troppo ingenuo, oppure c’è qualcuno che è troppo furbo; e i milanesi a Palazzo Marino non vogliono ne gli uni ne gli altri. Confidiamo dunque in Beppe Sala, certi che veglierà sulla correttezza delle operazioni, assicurando appalti e gare sempre limpide e pulite; lui che di gare, dopo EXPO, sicuramente se ne intende.

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